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I cittadini ed ancor più i cattolici devono sentire in particolar modo quanto sia importante l’impostazione data alla struttura dello stato,affinché possa la stessa affermare nella realtà della vita sociale e politica una concezione cristiana. Basti considerare come è avvenuto in Italia, ed ancor più in Germania, mediante il concorso degli organi costituzionali, il passaggio del regime da democratico a totalitario. Tutti noi, ricorrendo ad un minimo di ragionamento razionale comprendiamo che la forma nuova di assolutismo, espressa dai diversi tipi di totalitarismo, rivestita dai paludamenti di un governo costituzionale, è la più drastica, è cioè quella che annulla la democrazia e che più stritola ed annienta l’uomo. L’elemento esteriore attraverso il quale si prospetta costituzionalmente il passaggio da un regime democratico a un regime totalitario è soprattutto caratterizzato dal passaggio da una pluralità di partiti al partito unico;ed il partito unico è precipuamente lo strumento con il quale lo stato totalitario afferra l’uomo per assorbirne la personalità. Proprio da ciò deriva la necessità di contenere le mire espansionistiche dei partiti, di qui la necessità di rintuzzare con momenti di grande partecipazione popolare la tendenza totalitaria di taluni partiti e conseguentemente agire al fine di imporre il metodo democratico. In considerazione di ciò nel campo politico diviene necessario un grande movimento di centro, che costituisca la spina dorsale di un’ autentico modello democratico. Di qui nel campo costituzionale il valore delle autonomie attraverso le quali germoglia la spontaneità della vita pubblica. I partiti politici sono oggi più che mai (seppur a gestione oligarchica) i protagonisti della vita politica democratica: questa ultima però potrà ravvivarsi solo alimentandosi dell’apporto di quelle sorgenti che stanno al di là dei partiti, società civile e organismi pre politici. Noi cattolici nella visione integrale della personalità umana (fuori da egoismi), nella visione ordinata di cui questa personalità si integra e si espande, sentiamo vivo nella sua naturalità questo spontaneo articolarsi della vita pubblica nei diversi organismi della nostra società. La nostra partecipazione alla vita pubblica deve essere quindi particolarmente attiva, animata da volontà di far si che le istituzioni diventino effettivamente costume. Quel costume politico in cui il rapporto tra la vita dei partiti e quella dei diversi organismi della società si risolva nella sua spontaneità, con quello spirito di servizio necessario alla costruzione del bene comune. È qui opportuno ricordare l’apporto determinante della cosiddetta ‘’commissione dei 75’’ , che ebbe a procedere alla stesura del testo base, oggetto poi di discussione dell’assemblea costituente. Figure con grande personalità e lungimiranza quali Dossetti, La Pira, Moro, Mortati, Fanfani, Vanoni solo per ricordare alcuni dei cattolici che concorsero alla stesura, che si distinsero per competenza, progettualità e spirito di servizio. Uomini, nostri padri, che individuarono tre momenti fondamentali: -il personalismo, inteso cioè come la centralità della personalità umana, nella struttura della società e nella edificazione stessa dello stato democratico; -il pluralismo inteso come modello per il superamento dello stato uniforme e accentratore in nome di un diffuso riconoscimento delle variegate realtà dei corpi sociali; -il garantismo, inteso come la necessità di dotare i diritti dell’uomo di quei meccanismi di garanzia che non erano contemplati in precedenti testi costituzionali e più specificamente non erano contemplati nello statuto Albertino. Emerge con grande forza un dato incontrovertibile, sinonimo di saggezza e democrazia: la costituzione repubblicana venne approvata dall’ assemblea costituente a larghissima maggioranza(90%). Anche Don Luigi Sturzo, che pur non aveva taciuto le sue riserve, ebbe a considerare la costituzione quale nuova carta fondamentale della nazione. Scrisse in proposito:” nessuno può affermare che la nostra costituzione sia perfetta; però nessuna costituzione è perfetta. Ma essa è basata su due elementi di perfetta stabilità: la personalità umana e lo stato di diritto”. E ancora “l’Italia che ha messo in archivio lo statuto Albertino deve rifarsi la coscienza sulla costituzione del 1947, come base intangibile della sua vita nazionale, libera ed indipendente. |