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Avvertite Veltroni e Berlusconi PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonio Piarulli   
venerdì 30 gennaio 2009 13:34
L’invenzione dei partiti.

Ma qual’è il vero ruolo dei partiti?

VEDIAMO INNANZI TUTTO COME SONO STATI COLLOCATI DAL NS COSTITUENTE.

La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti espressi dalla Costituzione.Questo è il contenuto dell’art. 1 della ns Costituzione,che evidenzia l’esigenza di porre norme che rendano effettivo quel diritto alla sovranità. Ovvero: come fa il popolo ad esercitare il potere sovrano?

La Costituzione stessa individua in tre momenti: quello della democrazia rappresentativa(le elezioni) , quello della democrazia diretta (il referendum) e quello della democrazia partecipativa (i partiti). Il costituente ha giudicato insufficente per il riconoscimento della sovranità popolare il solo diritto di voto e ha ritenuto necessario affiancargli la possibilità di abrogare direttamente alcune leggi e , sopratutto il diritto di iscriversi ai partiti per partecipare al governo della Nazione.(art. 49).è questo terzo momento l’aspetto più significativo di tutto il ns sistema di garanzie democratiche: il partito politico assume per la prima volta nella ns storia, rilevanza costituzionale e diviene struttura istituzionale della Repubblica.Fu una scelta di grande valore innovativo, voluta ed introdotta dai ns padri costituenti,per qualche verso rivoluzionaria, che legò indubitabilmente i partiti al ns sistema democratico come momento di intermediazione permanente tra i cittadini e le istituzioni. Addirittura come momento di partecipazione continua al governo della Nazione. Proprio questo dato della permanenza e della continuità marca in modo determinante la loro funzione.Il potere esercitato attraverso le elezioni e attraverso il referendum non è ancora potere sovrano se manca il momento più significativo: quello cioè della partecipazione permanente al governo della Nazione mediante la presenza all’inerno dei partiti politici. Ma questo tipo di partecipazione cosi essenziale è condizionato da un inciso che l’Assemblea Costituente non volle redere più esplicito,lasciando tale compito al legislatore ordinario: il modo ed i procedimenti attraverso i quali tale partecipazione si deve esplicare.L’art. 49 usa la frase (con metodo democratico) PER INDICARE COME DEBBA ESSERE NELLA SUA EFFETTUALITà l’organizzazione dei partiti affinchè possano svolgere quel ruolo di congiunzione tra cittadini e istituzioni. Pertanto il modo attraverso cui il partito si organizza assume grande rilevanza costituzionale per essere finalizzato ad una parte essenziale dell’esercizio della sovranità popolare.Questo dato è stato invece trascurato o sottovalutato dalla cultura costituzionalista e dal Parlamento che ha sempre tralasciato di dare al problema un’adeguata struttura normativa.Il momento rappresentativo e quello di democrazia diretta sono stati regolamentati con grande rigore, mentre la vita dei partiti, che rappresenta il momento più innovativo e più significativo per il corretto esrcizio della sovranità popolare, è stato invece affidato ad una autoregolamentazione senza neppure individuare quelle garanzie esterne per l’applicazione e il rispetto degli statuti interni dei partiti.Questa mancanza di regole, di controlli e di garanzie ha determinato un fatto unico nella storia nazionale:organismi di diritto privato privi di controllo (i partiti) si sono trovati a gestire un potere immenso in nome del popolo e con mezzi pubblici ma senza il rispetto di quel fondamentale (INCISO) dell’ art. 49 della Costituzione, che appunto condiziona la loro funzione pubblicistica dell’esistenza di un’effettiva vita democratica al proprio interno.Ma come può esserci democrazia all’interno di un’organizzazione dove solo alcuni (APPARATO BUROCRATICO E ORGANIZZATIVO) comandano e tutti gli altri (elettori e iscritti) ubbidiscono? Questo genera la partitocrazia,cioè l’espropriazione della sovranità popolare da parte degli apparati di partito che la sottraggono al popolo e la gestiscono in proprio occupando con tale potere la società civile.Questa riflessione vuole apportare un piccolo contributo al dibattito,al fine di stimolare un sano confronto d’idee. Cordialmente. Antonio Piarulli.
 
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Cattolici, costume e Costituzione PDF Stampa E-mail

I cittadini ed ancor più i cattolici devono sentire in particolar modo quanto sia importante l’impostazione data alla struttura dello stato,affinché possa la stessa affermare nella realtà della vita sociale e politica una concezione cristiana.

Basti considerare come è avvenuto in Italia, ed ancor più in Germania, mediante il concorso degli organi costituzionali, il passaggio del regime da democratico a totalitario.

Tutti noi, ricorrendo ad un minimo di ragionamento  razionale comprendiamo che la forma nuova di assolutismo, espressa dai diversi tipi di totalitarismo, rivestita dai paludamenti di un governo costituzionale, è la più drastica, è cioè quella che annulla la democrazia e che più stritola ed annienta l’uomo.

L’elemento esteriore attraverso il quale si prospetta costituzionalmente il passaggio da un regime democratico a un regime totalitario è soprattutto caratterizzato dal passaggio da una pluralità di partiti al partito unico;ed il partito unico è precipuamente lo strumento con il quale lo stato totalitario afferra l’uomo per assorbirne la personalità.

Proprio da ciò deriva la necessità di contenere le mire espansionistiche dei partiti, di qui la necessità di rintuzzare con momenti di grande partecipazione popolare la tendenza totalitaria di taluni partiti e conseguentemente agire al fine di imporre il metodo democratico. In considerazione di ciò nel campo politico diviene necessario un grande movimento di centro, che costituisca la spina dorsale di un’ autentico modello democratico.

Di qui nel campo costituzionale il valore delle autonomie attraverso le quali germoglia la spontaneità della vita pubblica.

I partiti politici sono oggi più che mai (seppur a gestione oligarchica) i protagonisti della vita politica democratica: questa ultima però potrà ravvivarsi solo alimentandosi dell’apporto di quelle sorgenti che stanno al di là dei partiti, società civile e organismi pre politici.

Noi cattolici nella visione integrale della personalità umana (fuori da egoismi), nella visione ordinata di cui questa personalità si integra e si espande, sentiamo vivo nella sua naturalità questo spontaneo articolarsi della vita pubblica nei diversi organismi della nostra società.

La nostra partecipazione alla vita pubblica deve essere quindi particolarmente attiva, animata da volontà di far  si che le istituzioni diventino effettivamente costume. Quel costume politico in cui il rapporto tra la vita dei partiti e quella dei diversi organismi della società si risolva nella sua spontaneità, con quello spirito di servizio necessario alla costruzione del bene comune.

È qui opportuno ricordare l’apporto determinante della cosiddetta ‘’commissione dei 75’’ , che ebbe a procedere alla stesura del testo base, oggetto poi di discussione dell’assemblea costituente. Figure con grande personalità e lungimiranza quali Dossetti, La Pira, Moro, Mortati, Fanfani, Vanoni solo per ricordare alcuni dei cattolici che concorsero alla stesura, che si distinsero per competenza, progettualità e spirito di servizio.

Uomini, nostri padri, che individuarono tre momenti fondamentali:

 

-il personalismo, inteso cioè come la centralità della personalità umana, nella struttura della società e nella edificazione stessa dello stato democratico;

 

-il pluralismo inteso come modello per il superamento dello stato uniforme e accentratore in nome di un diffuso riconoscimento delle variegate realtà dei corpi sociali;

 

-il garantismo, inteso come la necessità di dotare i diritti dell’uomo di quei meccanismi di garanzia che non erano contemplati in precedenti testi costituzionali e più specificamente non erano contemplati nello statuto Albertino.

 

Emerge con grande forza un dato incontrovertibile, sinonimo di saggezza e democrazia: la costituzione repubblicana venne approvata dall’ assemblea costituente a larghissima maggioranza(90%).

Anche Don Luigi Sturzo, che pur non aveva taciuto le sue riserve, ebbe a considerare la costituzione quale nuova carta fondamentale della nazione.

Scrisse in proposito:” nessuno può affermare che la nostra costituzione sia perfetta; però nessuna costituzione è perfetta. Ma essa è basata su due elementi di perfetta stabilità: la personalità umana e lo stato di diritto”.

E ancora “l’Italia che ha messo in archivio lo statuto Albertino deve rifarsi la coscienza sulla costituzione del 1947, come base intangibile della sua vita nazionale, libera ed indipendente.

Ultimo aggiornamento ( sabato 04 ottobre 2008 10:03 )
 
A Proposito di Ministri PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonio Piarulli   
martedì 26 agosto 2008 12:30

 

Alla luce delle esternazioni ultime, potrebbe risultare quantomai opportuno rammentare alla Sig.ra Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, che ad oggi ricopre la carica di Ministro in un governo della Repubblica Italiana, e non già della Repubblica Padana.

Può apparire ad una prima analisi superfluo, ma considerando le reiterate dimenticanze - già il 2 Giugno, ricorrenza della festa della Repubblica Italiana, la Ministro con altri suoi colleghi di partito e di Governo era a prestare giuramento alla Padania, in quel di Pontida - forse rimembrar non guasta.

Quando la confusione alberga in coloro che hanno ruolo istituzionale, diviene difficile servire il Paese Italia.

 

 

Antonio Piarulli

 
Articolo (presentazione del libro "Chi sta uccidendo la democrazia" a Rionero) PDF Stampa E-mail

Articolo

Ultimo aggiornamento ( sabato 24 maggio 2008 17:44 )
 
Prefazione del saggio politico "Chi sta uccidendo la democrazia" del Dr. Piarulli a cura dell'On. Clelio Darida PDF Stampa E-mail

PREFAZIONE

Il libro di Antonio Piarulli è una severa e puntuale denuncia della crisi politica che attualmente affligge la democrazia italiana. In sostanza, come denuncia il giornalista francese Marc Lazar, l’Italia è alla deriva[1]. Lazar attribuisce il declino della vicina d’oltralpe a Berlusconi, ma è un giudizio ingiusto e insufficiente. Berlusconi caso mai, è più il prodotto di una involuzione e di una generale decadenza della società italiana, che la causa. Il crollo di tutta una classe politica socialcristiana e socialista ha lasciato campo libero e, come è già avvenuto non solo in Italia, la tentazione di affidarsi ad un leader carismatico, specie in epoca di straripanti comunicazioni di massa, è forte. Il fenomeno è più ampio ed ha scoperto tutte le debolezze d’Italia. Precipitosamente liquidato l’intervento pubblico nell’economia, la strutturale debolezza dell’imprenditoria italiana, si è subito rilevata e non vale spendere parole.

Ultimo aggiornamento ( sabato 24 maggio 2008 17:23 )
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